Luigi Presicce

Era fatto di simboli, perciò era tutto simbolico. Di reale c’era poco, c’erano spunti per uscire fuori dalla realtà, quello sì.

Se per realtà si può intendere quella Milano che tutti conosciamo, lo studio era fuori da queste dinamiche, da quella tipologia di approccio all’arte. Se uno entrava nel mio studio non trovava uno spazio asettico, non trovava un luogo privo di iniziativa propria. Era molto vivo, molto barocco, molto stratificato, molto pieno, molto pieno di errori. In una città come Milano non era possibile tutto ciò. Quello era il reale, e il reale stava fuori dalla porta.

Luigi Presicce (Porto Cesareo, 1976) vive e lavora tra Porto Cesareo e Firenze.