Instudio, conversazioni sullo spazio di lavoro

Instudio è un archivio online dedicato interamente all’indagine analitica del luogo di lavoro, materiale e immateriale, teorico e pratico, degli artisti in Italia.

Instudio si compone come una collezione di video, nata dal desiderio di raccogliere in un unico luogo molteplici esperienze e testimonianze di cosa significa e di come sia vissuto lo studio all’interno del panorama contemporaneo. Ogni video è composto dalla documentazione visiva e sonora dell’ambiente che circonda l’artista nella sua quotidianità, dedita a scandagliare il luogo di lavoro in tutta la sua estensione. A ciò si unisce la descrizione o il racconto di ciò che lo studio rappresenta per l’artista stesso. Senza partire da definizioni precostituite di ‘studio’, ‘arte’ o ‘artista’, Instudio vuole infatti costruire, in stretta collaborazione con gli artisti, un’indagine critica interessata a scoprire ciò che lo studio è, è stato, e può diventare. Un’indagine  che desidera riuscire a coprire, nel corso dei prossimi anni, tutto il territorio italiano, dai grandi centri fino alle esperienze più isolate.

Essendo per loro natura il luogo entro cui l’arte viene prodotta, gli studi diventano uno strumento per indagare le necessità degli artisti a noi contemporanei. Instudio desidera infatti mostrare, attraverso assonanze e discordanze, diversi modi di essere artista, e, di conseguenza, diverse estensioni del concetto stesso di arte contemporanea. Ma non solo.

Entrare in uno studio, e all’interno della visione che ci viene raccontata, significa avere accesso a un’area intima, e spesso protetta, del lavoro e della vita di un artista. Instudio desidera avere cura di tale informazioni, tentando di evidenziare la varietà e la serietà delle ricerche, e la rilevanza dei sacrifici, che vengono portati avanti oggi in Italia.

La nostra ricerca parte da un desiderio personale, analitico. Indagare i rapporti tra lo spazio e il rituale del lavoro, l’esistenza di una simmetria tra questi due. Quanto lo studio influenzi la pratica di un artista e quanto viceversa le sue azioni e i suoi pensieri trasformino quest’ultimo. La nostra ipotesi è che lo studio sia quel luogo che ‘permette di parlare’, ma al contempo è edificato da quello stesso linguaggio di cui è contenitore. Siamo convinti che vi sia una responsabilità attiva nella scelta dell’artista del proprio luogo di lavoro, poiché tale decisione influenzerà i risultati della propria ricerca. Queste sono le premesse con cui vogliamo sviluppare la nostra indagine sugli studi e sui luoghi di lavoro intesi sia come soggetto attivo sia come risultato in quel processo di creazione che definiamo, forse con facilità, ‘arte’.

Un’indagine intima, realizzata tramite la diretta collaborazione degli artisti, tesa a raccontare dall’interno cosa significa e come venga vissuto lo studio dalle diverse attitudini che compongono il nostro panorama contemporaneo.

Davide Daninos & Jacopo Menzani

Instudio desidera ringraziare: Paolo Peroni; Antonio Grulli; Francesca Giulia Tavanti; Eugenio Re Rebaudengo, Nico Epstein & Artuner; Marianna Orlotti & Clara Madaro; P/////AKT; Massimo Biava, Cardelli & Fontana artecontemporanea; Ilaria Mariotti ed Elisabetta Longari; Cripta 747 e tutti gli artisti coinvolti.

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Instudio, dialogues on the workplace

Instudio is an online archive devoted to the analytic inquiry of the artists’ workplace in Italy, be it material or immaterial, theoretical or practical.

Instudio is a video collection, which arose from the will of gathering in one single site multiple experiences and evidences of the meaning and the life within a studio in our contemporary panorama. Every video consists of the visual and auditory documentation of the environment surrounding the artist’s daily life, surveying the work space in its width. Jointly, through either descriptions or narrations every video discloses the relevance of the studio for each artist. By abstaining from any pre-established definitions of ‘studio’, ‘art’ or ‘artist’, Instudio aims at setting up, into close cooperation with the artists, a critical investigation of what the studio is, was and could become. In the years to come this investigation wishes to cover the entire Italian territory, encompassing big centres as well as more isolated experiences.

Since studios are by their nature places where art is produced, they become an instrument to investigate the contemporary artists’ needs. Instudio wants indeed to display, through assonances and discordances, a range of the different modalities of being an artist and, therefore, the disparate extensions of the idea of contemporary art. 

Stepping inside a studio, within its vision as it is narrated, it means accessing an intimate and often protected area: the work and life of an artist. Instudio wishes to take good care of such information, attempting to highlight the variety and seriousness in the researches and sacrifices currently carried out in Italy by contemporary artists. 

Our research springs from a personal and analytic desire. We want to investigate the connection between the space and the work ritual as well as the existence of a symmetry between the two. To which extent is the studio influenced by the artist’s practice and, vice versa, how much are the artist actions and thoughts transforming such workspace. Our hypothesis is that ‘studio’ defines that very place which “allows you to speak”, but at the same time, it’s constituted by the same language it contains. We are convinced that the artist has an active responsibility in the choice of its place of work, since such decision will influence the results of one’s own research. These are the premises on which we aim to build our investigation on studios and workplaces, meant as both active subjects and the result of a creation process, usually defined, a bit too nimbly, as ‘art’.

An intimate investigation, carried out in direct collaboration with the artists, aimed at narrating from the inside the diverse attitudes, interpretations and meanings of the studio that compose our contemporary panorama.

Davide Daninos & Jacopo Menzani

Instudio would like to thank: Paolo Peroni; Antonio Grulli; Francesca Giulia Tavanti; Eugenio Re Rebaudengo, Nico Epstein & Artuner; Marianna Orlotti & Clara Madaro; P/////AKT; Massimo Biava, Cardelli & Fontana artecontemporanea; Ilaria Mariotti ed Elisabetta Longari; Cripta 747 and all the artists involved.